
I
l 4 giugno si è tenuto a Loreto Aprutino un incontro Consorzio – Sindacati sulle problematiche della diga di Penne. Dall’articolo di Lacerba online emerge il quadro di un nuovo Consiglio di amministrazione costretto ad affrontare “una grave crisi finanziaria” ed i problemi di una rete idrica che necessita di “4 milioni di euro per le manutenzioni ordinarie”, sotto il fuoco della disinformazione di chi rema contro con il messaggio che “il consorzio deve fallire”.
Apprendiamo con favore che tra qualche mese ci sarà “un quadro chiaro sulla situazione economica dell’ente per poter redigere un piano industriale” perché i problemi non sono di oggi, ma perdurano almeno da sette anni senza che sia stata mai individuata e rimossa la vera causa.
Il Comitato non è stato invitato all’incontro, così utilizziamo la nostra pagina per indicare al Presidente almeno due criticità che da sole assorbono ben 6 milioni di euro dalle finanze del Consorzio: i debiti dell’ACA, alla quale sono stati richiesti 4,7 milioni di euro ad ottobre 2023, e quelli della Centro Depurazione, alla quale dopo le riduzioni dei canoni del 2022 è stato dilazionato un debito per 1,4 milioni di euro maturato nell’anno 2023.
Intendiamoci, il Consorzio può fare quello che vuole con la depurazione, ma ci lascia perplessi l’illusoria e improbabile “entrata extra agricola” della società partecipata, una società che ha già perso 700.000 euro, di cui 400.000 euro rimasti a carico del Consorzio, e che nel 2023 presenta un utile di bilancio di appena 8 mila euro.
Noi non vorremmo che il Consorzio fosse considerato “un ente che opprime gli agricoltori e che non dà alcun servizio” ma finora è stato esattamente questo e da quel che dice Ciarcelluti, il Vice Presidente, pare che le cose non debbano cambiare nel breve termine.
Infatti, se il Presidente annuncia uno sconto sulla contribuenza da lui stesso riconosciuto come irrisorio, dall’altro il vice annuncia che 150.000 euro di interessi passivi saranno ridistribuiti tra i consorziati.
Sembra che il vicepresidente del Consorzio di Bonifica prediliga le colonne de Lacerba on line per lanciare i suoi messaggi densi di significato. Chiediamo a lui come mai una tale spesa di interessi non figura tra le uscite correnti né del bilancio di previsione 2023, né in quello del 2024, né tantomeno tra i costi ripartiti a carico dei Consorziati?
Forse è una sua nuova iniziativa per rendere più gravoso il carico tributario ed azzerare così lo sconto concesso dal Presidente?
Accogliamo infine con favore le dichiarazioni del Direttore Copagri Leo Spina sul “rilancio del consorzio” e per “una gestione diversa”, ricordandogli tuttavia che lui, al pari delle altre organizzazioni sindacali, non sono meri spettatori ma partecipando ai Consigli di amministrazione del Consorzio hanno la concreta possibilità di attuare questo rinnovamento.